L’Atalante viene girato nell’autunno del ’33. Jean Vigo, il regista, è già molto malato, muore di tubercolosi l’anno dopo in tempo per assistere al fiasco del film. Le riprese terminano nel gennaio del ’34, in aprile il film è già pronto per le sale. La pellicola però non è abbastanza commerciale, arrivano tagli e rimaneggiamenti che finiranno per stravolgerla.
Prima da parte della produzione, affidata alla Gaumont, poi, più pesanti, ad opera della Distribuzione che impone fra le musiche del film firmate da Maurice Jaubert, la canzonetta del momento Parlami d’amore, Mariù dell’italiano Bixio, distribuita in Francia col titolo di Le chaland qui passe. E non ha migliore sorte l’edizione originale del film, quella senza tagli, rifiutata dalla Mostra del Cinema di Venezia.
Siamo nel ’34: la Grande crisi ha attraversato l’Europa come una tempesta, e anche se il peggio è passato, le strade sono ancora piene di disoccupati e la miseria è tangibile. In Spagna l’aria è già quella della Guerra civile. La Germania si avvia al riarmo con Hitler, che nel ’33 ha conquistato la Cancelleria. In Portogallo Salazar ha preso il potere da qualche anno, mentre l’Italia sono quasi dieci anni che s’è invaghita del Fascismo. La guerra insomma è alle porte: le menti più avvedute lo sanno, ma nessuno vuole ammetterlo.
Jean Vigo è figlio di anarchici, anarchico egli stesso. Ha già diretto brevi documentari, fra cui va segnalato Taris, roi de l'eau, per quelle che sono fra le prime riprese subacquee. Ha girato l’anno prima Zéro de conduite, dove racconta la ribellione di alcuni collegiali all’autorità scolastica. Film accolto tiepidamente nelle sale. L’Atalante costituisce, a giudizio unanime della critica, uno dei capolavori assoluti del Cinema. Riscoperto dalla Nouvelle Vague nel 1950 grazie a un primo restauro della Cinémathèque Française, bisogna attendere il 1990 per vederlo in un’edizione restaurata che lo ha filologicamente ricondotto all’idea originale dell’autore.
La narrazione si apre con il matrimonio di Jean (Jean Dasté) e Juliette (Dita Parlo). Nel corteo nuziale si intravedono Jacques e Pierre Prévert. Juliette abbandona la campagna per andare a vivere con Jean sulla chiatta di cui è comandante, che egli condivide con il vecchio Père Jules e con un giovane mozzo. La vita dei quattro è scandita dalla monotonia del paesaggio fluviale francese interrotto solo dalla monotonia degli scali. Ben presto Jean trascura Juliette, fino a quando la ragazza non decide di abbandonarlo catturata dalle luci di Parigi. La disperazione dell’uomo avrà termine solo col ritorno della ragazza. Non c’è dubbio che una trama tanto scarna si presta a tutti quei rimaneggiamenti che effettivamente il film subì. Il risultato fu una sorta di inno maschilista alla serenità del focolare domestico, in cui poteva specchiarsi l’Europa di quel tempo, ma che era anche quanto di più lontano potesse immaginare il regista, l’anarchico Vigo. E che non spiega nemmeno l’intervento della censura in molti Paesi europei. La narrazione è si punteggiata da qualche accenno d’erotismo, ma è erotismo appena abbozzato, più simbolico che reale: i tatuaggi di Père Jules , la sigaretta infilata nell’ombelico, la bocca della ragazza che si socchiude fino a mostrare la lingua. Anche se per il moralismo dell’epoca effettivamente doveva apparire tutto già audace. Ci sono poi certe scene, certi espedienti del montaggio, che fanno di Vigo un regista estremamente moderno, ma che tradiscono pure l’apporto nella fotografia di un Boris Kaufmann, all’epoca poco conosciuto, ma destinato a una brillante carriera nella Hollywood degli anni ’50. Magistrale la sequenza, con la sovrapposizione delle immagini, dei due protagonisti che pur lontani l’uno dall’altra si agitano nel sonno fra sofferenza e sensualità. E quanta suggestione deve aver evocato sul giovane Fellini, la scena di Jean che si aggira senza meta su una spiaggia deserta, così simile alle ultime scene de La Strada dove uno stralunato Zampanò si aggira in lacrime su un’altra anonima spiaggia, dopo che ha appreso della morte di Gelsomina.









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